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DISTURBO BIPOLARE DELL'UMORE
Psichiatra Milano e Como
Il Disturbo Bipolare dell'umore

1) Che cos'è il Disturbo Bipolare dell'Umore?
2) Come curarlo?
3) Convivere con il Disturbo Bipolare..

1) Che cos'è il Disturbo Bipolare dell'Umore?
Il nostro tono dell'umore è regolato da una metaforica centralina o potremmo dire da un software, che ha il compito, come spesso accade nel nostro organismo, di mantenere l'equilibrio, la stabilità, l'omeostasi.
Il nostro tono dell'umore perciò normalmente non subisce grandi variazioni, eccetto che in risposta ad eventi molto significativi ed eccezionali (che ci possono dare reattivamente una sensazione di grande felicità euforizzante o di profonda tristezza ottenebrante), poiché questa funzione di regolazione dell'umore tende a compensare gli stimoli che riceviamo durante la nostra vita quotidiana. 
Se accade qualcosa di piacevole non scivoliamo immediatamente nell'euforia, così come se ci succede qualcosa di spiacevole non diveniamo di conseguenza depressi, perché possediamo questa capacità reattiva, che tende a ristabilire l'equilibrio.  
Lievi oscillazioni dell'umore durante la giornata o in alcuni momenti dell'anno (cambi di stagione, maltempo, periodo mestruale, ecc) possono essere considerati sostanzialmente normali e fisiologici, ma se questo software di regolazione per qualche motivo smette di funzionare correttamente, allora la persona potrà manifestare alternanze di periodi nei quali potrà essere, senza evidenti motivazioni, gravemente depresso oppure eccessivamente su di giri, sentendosi come un leone (a volte anche piacevolmente) e talora come un leone in gabbia, con conseguente grande irritabilità e nervosismo. 
Qualche volta il Disturbo Bipolare si presenta solamente con le cosiddette Fasi Depressive, senza il corrispettivo euforico. La persona avrà durante l'anno ripetute cadute depressive, alternate a periodi di relativo benessere, con remissione dei sintomi.
 In altri casi le Fasi Euforico-Maniacali risulteranno evidenti e si manifesteranno o sottoforma di periodi di particolare attivazione (tante idee, eccessiva voglia di fare, eccessive spese, difficoltà a prendere sonno..), durante i quali la persona si rende sostanzialmente conto di avere qualcosa che non va (cosiddetta Ipomania), oppure con periodi di completa perdita di controllo (Mania franca), durante i quali il paziente non è più in grado di gestire il proprio comportamento, che diviene gravemente disinibito e iperattivo;
 si assiste al fenomeno della fuga delle idee, cioè un pensiero vorticoso e logorroico, la persona non riesce quasi più a dormire; compie atti che non si confanno con le sue caratteristiche caratteriali e non è sufficientemente critico relativamente a quanto sta accadendo. Talora può divenire anche profondamente irritabile, sospettoso e aggressivo.

 Il Disturbo Bipolare con Depressioni Maggiori (fase depressiva), alternate a  fasi euforicheè anche detto, nelle classificazioni internazionali, di Tipo I;
mentre quello con Depressioni Maggiori e fasi subeuforiche (o ipo-maniacali) è detto di Tipo II.
 Una forma particolarmente grave di Disturbo Bipolare è quando questo si presenta nella cosiddetta Fase Mista, durante la quale sono presenti simultaneamente una ideazione depressiva e angosciata, accompagnata tuttavia da una iperattivazione ed eccitamento, che va ad incrementare esponenzialmente la irrequietezza e la sofferenza della persona e i conseguenti rischi, compresi i gesti autolesivi e il rischio suicidario. 
Un'altra forma particolarmente difficile da curare è quella cosiddetta a cicli rapidi, nella quale la persona ha violenti e repentini cambi di umore, anche all'interno della stessa giornata..
  
2) Come curare il Disturbo Bipolare dell'Umore
 Il Disturbo Bipolare dell'Umore è una patologia non semplice da curare. Molte sono infatti le difficoltà che bisogna affrontare e superare: la persona, ad esempio, non sempre riconosce di avere una patologia, soprattutto quando è in fase maniacale (o ipo-), di conseguenza è necessario aiutarla a comprenderne il significato, a non vivere la diagnosi come un giudizio o uno stigma, a riconoscerne precocemente i sintomi.
 Inoltre i farmaci a disposizione non risultano sempre efficaci allo stesso modo su tutti gli individui e perciò è necessario costruire, attraverso l'esperienza clinica, delle terapie farmacologiche su misura, che garantiscano al meglio la stabilizzazione nel tempo del tono dell'umore. 
Infine purtroppo i farmaci utilizzati come stabilizzatori dell'umore non sono privi di potenziali effetti collaterali, che bisognerà conoscere e riconoscere, affinché il paziente risulti informato e consapevole, misurando nella maniera più equilibrata possibile il bilanciamento fra effetti positivi e collaterali, che dovrà risultare in netta pendenza verso i primi.
La terapia del Disturbo Bipolare dell'Umore è prevalentemente e soprattutto di tipo farmacologico (Stabilizzatori dell'Umore). 
Ciononostante una Psicoterapia di Supporto, Informativa e Motivazionale è frequentemente utile, sia per la persona che ne soffre, sia per i suoi famigliari, che si ritrovano a con-vivere e a co-gestire le fasi acute della malattia.
 La terapia farmacologica ha un'azione sia curativa del singolo episodio di scompenso dell'umore (a volte, su indicazione specialistica, si possono associare antieuforici o antidepressivi), che preventiva relativamente a rischi futuri di ricomparsa dell'alterazione dell'umore. 
Bisogna infatti ricordare che purtroppo il Disturbo Bipolare è una patologia recidivante, che tende a ripresentarsi con una periodicità variabile (ad ogni cambio di stagione per alcuni, in maniera casuale per altri).  
Tanto più si riusciranno ad evitare e prevenire nuovi episodi, tanto più la qualità della vita della persona risulterà protetta e i rischi di ulteriori ricadute ridotti.. 

I principali e più noti farmaci ad azione stabilizzatrice sono i seguenti (tra parentesi alcuni nomi commerciali registrati): 
•    Carbonato di Litio (Carbolithium) 
•    Antiepilettici, tra i quali Acido Valproico (Depakin), Carbamazepina (Tegretol), Lamotrigina (Lanitop), Topiramato (Topamax), Oxcarbazepina (Tolep) 
•    Antipsicotici Atipici, tra i quali Olanzapina (Zyprexa), Quetiapina (Seroquel), Asenapina (Sycrest), Aripiprazolo (Abilify), Ziprasidone (Zeldox) 

Psichiatra e Psicologo a Milano e Como

3) Convivere con il Disturbo Bipolare..
 Chi ha avuto una diagnosi di Disturbo Bipolare ha la necessità di essere seguito da un valido specialista con costanza, che sia in grado di costituire un solido punto di riferimento, sia per se stessi che per i propri famigliari. 
È infatti molto importante riuscire a costruire un rapporto di fiducia e conoscenza approfondita, al fine di essere aiutati nel tempo a riconoscere precocemente le ricomparse dei sintomi, a dosare con sapienza i farmaci soggettivamente più efficaci, ad instillare speranza nei momenti più faticosi e a costruire, insieme alla famiglia, una squadra di supporto ed intervento rassicurante ed efficiente.
 I famigliari stessi, come accennato, avranno la necessità di essere formati e aiutati nel conoscere la patologia e le sue espressioni e nel comprendere e distinguere i modi di essere altalenanti della persona che ne è affetta, che potrà apparire, con sconcerto, molto diverso a seconda che sia in fase depressiva, euforica o eutimica (= tono dell'umore normale).
È importante riuscire a tenere conto che la persona non ha il potere di regolare autonomamente il suo tono dell'umore, ma subisce gli effetti di una inefficace regolazione autonoma dello stesso. 
In questo senso non sono adeguati, né peraltro efficaci, i rimproveri e le colpevolizzazioni. Quello che invece la persona malata può fare e di questo gli si può fare richiesta e nel contempo essere di supporto e stimolo, è riconoscere con sempre maggiore puntualità e precisione il momento in cui chiedere aiuto ed essere disponibile a prendersi cura della propria patologia.
  La terapia del Disturbo Bipolare sarà necessariamente una terapia a lungo termine e anche dopo lunghi periodi di benessere dovrà essere continuata per garantire l'efficace prevenzione delle ricadute.
 Queste ultime purtroppo rimangono possibili e possono peraltro essere drammaticamente incentivate dalla sospensione brusca del farmaco stabilizzatore, in particolare se si tratta del Litio.  
Talora questa sospensione si rende necessaria a causa di effetti collaterali o relativamente alla comparsa di altre patologie che controindichino l'utilizzo di Litio (es. insufficienza renale o ipotiroidismo grave). In tali casi la sospensione deve essere effettuata sotto stretto controllo specialistico psichiatrico, sostituendo progressivamente il Litio con un altro stabilizzatore che possa essere meglio tollerato e che garantisca una adeguata efficacia.

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