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La dieta nella malattia di Parkinson

Perché seguire un Regime Alimentare Sano

È fondamentale ricordarsi quanto sia importante seguire un adeguato regime dietetico, sia per le persone senza patologie, sia le persone con problemi neurologici.
Una dieta equilibrata è inoltre in grado di prevenire o correggere patologie metaboliche concomitanti quali le dislipidemie, il diabete, la gotta, patologie cardiovascolari o quelle a carico del sistema osteo-articolare.

Gli alimenti che aiutano le terapie e la cura

Gli alimenti, e i pasti assunti,  possono interferire con l’efficacia della terapia farmacologica e nel caso della malattia di Parkinson, è dimostrato che la razione di proteine somministrata a colazione e a pranzo, è indispensabile per una migliore utilizzazione di L-dopa.
(L-dopa è un aminoacido neutro che viene impiegato nella cura del Parkinson)

Malattia e farmaci possono anche essere causa di vari disturbi gastrointestinali e comportamentali, tali da influenzare l’intake dietetico del paziente.  Inoltre, considerata la complessità del problema, spesso non sono sufficienti consigli dietetici generali, ma occorre elaborare degli schemi dietetici personalizzati.

Il pericolo della malnutrizione

Lo stato di malnutrizione tende ad instaurarsi nelle fasi avanzate della malattia, mediamente dopo quattordici anni dall’esordio; i fattori che possono interferire, oltre lo stato di mal nutrizione nel paziente è  la depressione, isolamento sociale, difficoltà di deglutizione e di masticazione, gravi discinesie.

Inizialmente si è osservato un aumento del peso ponderale, sovrappeso o obesità,  causato dalla diminuita attività motoria, inoltre se parallelamente non c’è un adeguamento delle abitudini alimentari si crea un sbilancio energetico che si traduce in un aumento di peso. (tra consumo e introduzione di calorie)

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