Ludopatia e gioco d’azzardo

  1. Il Gioco d’Azzardo
  2. Il Fenomeno Gioco d’Azzardo
  3. Quando il Gioco diventa Malattia
  4. Le Cause della Dipendenza
  5. Quali sono i sintomi della Ludopatia?
  6. Come diagnosticare una Dipendenza da Gioco?
  7. Motivarsi alla cura: Perché smettere di giocare?
  8. Come si può curare la Dipendenza da Gioco?
  9. Quali sono le barriere difensive più efficaci rispetto alla ricaduta?
  10. Risorse di approfondimento

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Il Gioco d’Azzardo

Il gioco d’azzardo è un’attività che accompagna da millenni la storia dell’uomo. Si tratta di un’attività ludica regolata da regole convenzionali (come per tutti i “giochi”), che però prevede:

  • La speranza in un premio
  • Un esito (vincita) per lo più casuale
  • La necessità di impegnare denaro per parteciparvi

I motivi per i quali il gioco d’azzardo ha così successo sono:

  • La speranza di ingenti vincite economiche
  • La speranza di “cambiare vita”
  • Le forti emozioni connesse con il rischio, che sono percepite come piacevoli

Il Fenomeno Gioco d’Azzardo

Come giocano gli italiani?

Secondo recenti studi la stragrande maggioranza degli italiani gioca con una certa regolarità a qualche gioco d’azzardo.

L’ 80% delle persone dichiara di fissarsi un tetto di spesa.
In media ogni italiano spende almeno € 1600 all’anno in giochi d’azzardo, con un guadagno per lo Stato, che nel 2011 è stato di € 8,1 Mld.
Nel 2004 si spendeva meno di €400 a testa e lo stato incassava attorno ai 6,5 Mld di euro, con una netta sproporzione in questi anni fra impoverimento generale e guadagno effettivo da parte della collettività.

La Slot Machine e VLT rappresentato quasi il 50% dell’intero fatturato; seguono Lotterie, Superenalotto, Lotto e Poker on Line.

Quando il Gioco diventa Malattia

Per la maggioranza delle persone il gioco d’azzardo rimane un’attività di divertimento priva di significative conseguenze problematiche (chi desidera lo potrà chiamare un semplice Vizio).

Nel 15% circa delle persone che giocano il gioco diventa un problema, ma quando ciò accade esse riescono ancora, seppur con qualche difficoltà, a smettere o ridurre la loro attività di gioco

In una percentuale di persone nettamente inferiore (circa il 3% dei giocatori) il gioco inizia a diventare un serio problema, tuttavia essi non riescono più a smettere (il vizio si è trasformato in qualcos’altro: una vera e propria malattia).

Da tempo numerosi studi hanno dimostrato che ciò è dovuto allo sviluppo di una dipendenza, cioè una malattia che provoca:

  • L’impulso irrefrenabile a continuare a ripetere l’assunzione di qualcosa o la ripetizione di un comportamento
  • La necessità di assumerne (in questo caso giocare) sempre di più
  • La presenza di sintomi di astinenza se si tenta di smettere

Le Cause della Dipendenza da Gioco

Le Dipendenze, compresa quella da Gioco d’Azzardo, sono malattie multi-fattoriali, che prevedono perciò differenti fattori causali, sia di natura biologica (predisposizione genetica e temperamentale), che psicologica (impulsività, distorsioni cognitive, tentativi di autocurarsi stati emotivi fastidiosi, ecc), che socio-ambientali (diffusione e promozione del gioco, ecc).

E ‘ importante ricordarsi che una persona non può scegliere di avere o meno una malattia, può solamente decidere o meno di curarsela.

Il gioco d’azzardo ha molte somiglianze con l’alcol e le droghe, infatti:

  • E’ in grado di fornire forti emozioni (il brivido del rischio)
  • E’ in grado di far uscire dalla realtà (l’illusione di un futuro diverso, l’illusione di poter controllare le vincite, il crearsi un proprio personaggio, ecc.)
  • Fa sentire eccitati, potenti, nel momento in cui lo si assume

Quali sono i sintomi della Ludopatia?

I sintomi che possono suggerire ad un individuo di aver sviluppato una dipendenza da gioco possono essere ad esempio:

  • La sensazione di non giocare più come una volta, di aver perso il controllo
  • La sensazione di dover continuare a giocare per recuperare le perdite, per vergogna, per recuperare la propria autostima
  • La necessità di mentire per continuare a giocare
  • L’occupare la maggior parte della giornata con il giocare o con pensieri relativi al gioco, ai debiti, ai danni provocati
  • Il perdere interesse per le altre attività o per le relazioni
  • La sensazione tuttavia di poter ancora riprendere il controllo e smettere se solo mi impegnassi (anche se i tentativi vanno sempre a finir male..)

Come diagnosticare una Dipendenza da Gioco?

Come in tutte le malattie è inizialmente fondamentale fare una buona diagnosi, per poter poi intervenire correttamente rispetto al problema del paziente.

Anche per il gioco d’azzardo patologico esistono degli strumenti diagnostici, anche se forse il migliore rimane il colloquio clinico con un medico esperto.

Per fare una autovalutazione preliminare si possono usare due criteri:

  • Usare i Criteri di Diagnosi Internazionali (DSM)
  • Usare il South Oaks Gambling Screen (SOGS)

Autovalutazione tramite Criteri di Diagnosi Internazionali

Il DSM (Manuale Statistico e Diagnostico delle malattie mentali), che è lo strumento internazionalmente riconosciuto per la descrizione delle malattie mentali, definisce il Gioco d’Azzardo Patologico come un comportamento persistente e ricorrente di gioco d’azzardo come indicato da cinque (o più) dei seguenti criteri:

  • E’ eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo
  • Ha bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata
  • Ha ripetutamente tentato con insuccesso di controllare, ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
  • E’ irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
  • Gioca d’azzardo quando non si sente bene
  • Dopo aver perso denaro al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora (“rincorrendo” le proprie perdite)
  • Mente ai familiari, al terapista o ad altri per nascondere l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco
  • Ha messo a repentaglio o ha perso una relazione significativa, il lavoro o opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo
  • Fa affidamento sugli altri per reperire denaro per alleviare una situazione finanziaria disperata causata dal gioco d’azzardo

Autodiagnosi tramite South Oaks Gambling Screen

L’autovalutazione tramite South Oaks Gambling Screen è molto semplice e consiste nella compilazione di un veloce test con risultato immediato.

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Motivarsi alla cura: Perché smettere di giocare?

E’ importante rispondere a questa domanda. Una persona infatti inizia a curarsi seriamente solamente se ha ben chiari i motivi per cui ciò si rende necessario.

  • Ne vale la pena?
  • Quali sarebbero i vantaggi di smettere?
  • Quali gli svantaggi?
  • Quali sarebbero i vantaggi di continuare a giocare?
  • Quali gli svantaggi?
  • Cosa succederebbe se decidessi di non smettere o se non ci riuscissi?
  • Chi si avvantaggerebbe di più se decidessi di smettere: Io o i miei familiari?
  • Cosa potrei fare nel tempo libero che mi rimarrebbe?
  • Sarebbe un modo per ricucire i rapporti familiari?
  • Sarebbe un modo per riguadagnare fiducia e la mia autostima?
  • Sarò in grado di farmi aiutare?
  • Penso di potercela fare?
  • Penso di volerlo fare?

Un modo semplice ma efficace per lavorare sulla motivazione può anche essere quello di dividere in due un foglio ed elencare su una colonna i vantaggi di smettere e sull’altra gli svantaggi di smettere. Quindi si può provare a valutare da quale parte pende la bilancia: più dai vantaggi o dagli svantaggi di smettere?

Come si può curare la Dipendenza da Gioco?

Curare una Ludopatia non è per nulla semplice, ma è possibile, oltreché necessario per garantirsi un recupero progressivo di una buona qualità della vita.

Il percorso può essere identificato con i seguenti passaggi di riferimento:

  1. E’ necessario conoscere le caratteristiche di questa patologia: come si sviluppa, cosa determina, come si auto-mantiene
  2. E’ necessario riconoscere di esserne affetti (“non ho il vizio del gioco, ma sono un giocatore patologico”)
  3. Devo iniziare a sentire il bisogno di interrompere il circolo vizioso, cioè devo iniziare a sentire il timore che se non lo facessi ne pagherei delle conseguenze gravi (divorzio, perdita del lavoro, cronica condizione stressante, rovina economica, ecc.)
  4. Devo affidarmi alle cure di un centro o di uno specialista di cui mi fido e perciò mi affido, lavorando con lui e la mia famiglia a carte scoperte
  5. Devo innalzare una serie di barriere difensive, che si frappongano fra l’impulso di giocare e la possibilità di giocare, perché “l’impulso è più forte di me e della mia volontà” (altrimenti non ci sarebbe Dipendenza)
  6. Devo iniziare a cambiare il mio stile di vita se voglio progressivamente diminuire il rischio di ricaduta (cambiare le abitudini, non entrare in locali dove si possa giocare, occupare il tempo libero con attività gratificanti, affrontare i problemi, ecc.)
  7. Devo mantenere nel tempo, lavorando giorno per giorno, la mia motivazione alla cura, evitando di costruire per poi distruggere i risultati con una ricaduta

Quali sono le barriere difensive più efficaci rispetto alla ricaduta?

Il lavoro più complesso per chi soffre di Ludopatia non è solamente smettere di giocare, ma soprattutto riuscire nel tempo a non ricadere. A tal fine alcune barriere difensive comportamentali sono particolarmente efficaci, poiché frappongono degli ostacoli concreti fra sé e il gioco, consentendo alla persona di gestire l’impulso.

La Gestione del Denaro

Il denaro è ciò che permette di giocare; se voglio proteggermi devo metterlo sotto controllo, facendomi aiutare da un familiare o da un amico fidato, in accordo con il terapeuta.

E’ importante, soprattutto all’inizio, non avere alcuna disponibilità libera di denaro.
Bisogna abituarsi a pianificare le spese della settimana su cui determinare un budget settimanale (o giornaliero) che dovrà essere rigorosamente rendicontato attraverso scontrini fiscali, prove di acquisto, ecc.
Tutte le spese straordinarie devono essere concordate o laddove possibile fatte assieme.

Non deve essere possibile l’accesso al denaro attraverso carte bancomat, carte di credito, assegni, conto corrente o quant’altro.
Tutti i familiari o le persone più vicine devono essere allertate a non prestare denaro, informando sui pericoli di una tale azione.

Bisogna pianificare attentamente una modalità di rientro dagli eventuali debiti, tenendo conto che è più importante definire tempi e modalità, piuttosto che voler rientrare tutto subito. Se necessario può essere utile farsi seguire da un avvocato, laddove ci siano denunce o minacce di azioni giudiziarie

La Gestione del Tempo Libero

E’ importante pianificare il proprio tempo libero, perché proprio quando non si lavora è più facile andare a giocare (fine giornata, momenti di pausa, week-end, ecc.).
Bisogna evitare la presenza di tempi morti, in cui non si sa cosa fare, ma programmarsi degli impegni (hobbies, secondo lavoro, attività sportive, attività casalinghe o ricreative) per tutte le ore della giornata.

Bisogna evitare i luoghi in cui si giocava o in cui è possibile giocare (luoghi off-limit).
Bisogna evitare le persone con le quali si giocava o che non comprendono il problema e possono indurre a sottovalutarlo.
Bisogna cercare il più possibile di non stare da soli, ma di essere per la maggior parte del tempo in compagnia di persone positive, cioè che conoscano il problema e possano proteggere.

Bisogna saper prevedere che possa venire l’impulso al gioco e in tal caso chiedere aiuto (a un familiare, a un amico, a un compagno di gruppo, ecc), perché l’impulso dopo aver raggiunto un suo massimo, diminuisce d’intensità.

L’equipe terapeutica

L’equipe terapeutica deve, come già detto, giocare a carte scoperte, cioè bisogna dirsi subito che si è disposti ad aiutare se ci si mantiene all’interno del programma terapeutico concordato

La fuoriuscita dal contratto determina il termine delle possibilità di aiuto da parte del terapeuta (che non manterrà quindi in cura il paziente, salvo rivalutazione rigorosa del programma stesso) e una serie di conseguenze attuate dai familiari (che dovranno essere a priori pensate e comunicate al paziente).

Gli interventi terapeutici più efficaci sono rappresentati da:

  • Colloqui motivazionali
  • Colloqui con la famiglia
  • Interventi psicoeducativi
  • Psicoterapia di gruppo
  • Definizione di un contratto terapeutico
  • Colloqui individuali (meno efficaci)
  • Nei casi più gravi: ricovero in struttura adeguata

Risorse di approfondimento

Quando il gioco diventa un problema
Il gioco d’azzardo patologico. Criteri e strategie di intervento.
[Michele G. Sforza, Stefano Oliva]

“La terapia di gruppo per il giocatore patologico”
[Stefano Oliva]

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